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Allarme giovani

  • Immagine del redattore: Dott.ssa Paola Bernuzzi
    Dott.ssa Paola Bernuzzi
  • 11 mar 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 9 lug 2025

I numeri relativi al disagio giovanile hanno raggiunto livelli allarmanti

Negli ultimi decenni, il fenomeno del disagio giovanile è diventato sempre più visibile, anche grazie ad una maggiore attenzione dei mezzi di comunicazione.


L’ultimo report pubblicato dall’Ordine degli Psicologi riporta dei numeri che non devono essere sottovalutati: l’89% dei ragazzi intervistati riconosce che il disagio giovanile è molto diffuso tra i coetanei. Il 42% non si è mai rivolto ad uno psicologo quando si è trovato in situazioni di disagio e il 40% dichiara che lo avrebbe fatto se non avesse avuto problemi a sostenere il costo delle sedute. Il 49 % dichiara di vivere un’incertezza economica e il 55% ha perso interesse per la vita sociale.

Stiamo quindi parlando di un fenomeno complesso che riguarda milioni di giovani in tutto il mondo, che si manifesta in diverse forme, come la difficoltà di adattarsi ai cambiamenti sociali, familiari e scolastici, l’isolamento sociale, la perdita di motivazione e il senso di inadeguatezza.

Nella maggior parte dei casi non è possibile ricondurre il disagio ad una causa unica, ma spesso si possono identificare le radici del problema in una combinazione di fattori individuali, familiari, educativi e sociali.

Una delle difficoltà più pesanti che i giovani si trovano ad affrontare è la gestione delle scelte di vita relative alla scuola e al mondo professionale. La scuola non è solo il luogo in cui i ragazzi apprendono nozioni, ma è anche il luogo dove si svolge una parte fondamentale della loro vita sociale. La pressione per ottenere buoni voti, la competizione tra pari, le difficoltà relazionali con insegnanti o compagni, e la percezione di non essere all’altezza, sono fattori che possono minare la sicurezza dei giovani. L'insoddisfazione scolastica e la mancanza di stimoli possono portare a fenomeni di abbandono scolastico, in cui il giovane si sente fuori posto e incapace di proseguire nel proprio percorso educativo.


Le difficoltà legate all’identità personale, al ruolo sociale e alle aspettative degli adulti spesso generano confusione e frustrazione. L’adolescenza è un periodo caratterizzato dalla ricerca di sé, dalla costruzione dell’identità, ma anche dalla necessità di definire la propria appartenenza a un gruppo sociale. Quando le condizioni familiari, scolastiche e sociali non sono favorevoli, i giovani possono facilmente sentirsi abbandonati, soli, e incapaci di affrontare le sfide della vita.


Un altro aspetto rilevante del disagio giovanile è l'influenza delle dinamiche familiari. La famiglia, che rappresenta il primo ambiente educativo, può essere sia un punto di riferimento che una fonte di stress. Le famiglie disfunzionali, la mancanza di armonia tra i genitori, la mancanza di dialogo e di supporto affettivo, o ancora l'incapacità di gestire e condividere le emozioni in modo spontaneo e strutturato, possono generare nei giovani un forte senso di insicurezza e disagio. In questi contesti, i ragazzi possono sperimentare difficoltà nell’esprimere i propri sentimenti, nell'affrontare i problemi quotidiani e nel costruire relazioni costruttive con i pari.


Un altro aspetto che non può essere trascurato è il tema della salute psicologica. Sempre più giovani, infatti, soffrono di ansia, depressione, stress e disturbi alimentari. L'accesso a trattamenti psicologici spesso è limitato, sia per mancanza di risorse economiche che per la difficoltà di riconoscere e affrontare il problema da parte delle famiglie. Il tema della salute mentale è ancora un tabù in molte culture, e i giovani si trovano spesso a dover affrontare questi problemi da soli, senza il supporto adeguato di figure adulte.


Il disagio giovanile, se non riconosciuto e gestito adeguatamente, può portare a conseguenze gravi, come il ricorso all’abuso di sostanze, a comportamenti autodistruttivi, alla delinquenza e all’isolamento. È importante quindi sottolineare che per superare queste difficoltà è necessario un supporto adeguato, che preveda l’intervento di professionisti. Il primo passo per prevenire il disagio giovanile è, quindi, quello di creare un ambiente in cui i giovani possano esprimere liberamente le loro difficoltà, senza paura di essere giudicati. I gruppi di sostegno sono particolarmente indicati per i giovani, dove possono trovare un ambiente non giudicante nel quale esprimere le loro paure e le loro difficoltà e scoprire la condivisione con altri coetanei che vivono le stesse fragilità.




 
 

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