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«Ho dormito otto ore, ma mi sento comunque esausto.»Perché a volte ci si sveglia stanchi anche dopo aver dormito tante ore?

  • Immagine del redattore: Dott.ssa Paola Bernuzzi
    Dott.ssa Paola Bernuzzi
  • 3 ago
  • Tempo di lettura: 2 min

Questa è una frase che sento sempre più spesso, sia nei contesti aziendali sia nei colloqui individuali. Siamo abituati a misurare il riposo in ore, ma la qualità del sonno dipende anche da un altro fattore fondamentale: la capacità del cervello di uscire dallo stato di allerta.

Le neuroscienze ci mostrano infatti che non basta chiudere gli occhi perché il cervello recuperi davvero. Se durante la giornata si è stati sottoposti a un flusso continuo di stimoli, decisioni, notifiche, cambi di contesto e preoccupazioni, la nostra mente potrebbe continuare a lavorare anche mentre il corpo riposa.

Il ritmo serrato della vita quotidiana obbliga il cervello moderno a mantenere costantemente la modalità “sempre acceso”

Pensiamo a una giornata tipo: riunioni una dopo l’altra, decine di e-mail, messaggi su WhatsApp, telefonate, notifiche, attività interrotte continuamente da nuove richieste.

Il problema non è soltanto il numero di impegni, ma il fatto che il cervello non ha quasi mai l’opportunità di rallentare.

Quando arriviamo a sera ci aspettiamo che basti addormentarsi per recuperare. In realtà il sonno potrebbe trovarsi a dover svolgere due lavori contemporaneamente: recuperare la fatica fisica e cercare di smaltire l’enorme carico cognitivo accumulato durante la giornata.

Per questo motivo molte persone si addormentano facilmente ma si svegliano con la sensazione di non aver realmente riposato.

Un cervello costantemente in stato di vigilanza può avere conseguenze che vanno oltre la semplice stanchezza.

Tra gli effetti più frequenti troviamo:

  • riduzione della capacità di concentrazione;

  • maggiore irritabilità;

  • difficoltà nel prendere decisioni;

  • calo della memoria a breve termine;

  • diminuzione della creatività;

  • maggiore vulnerabilità allo stress.


Sento spesso persone che raccontano di sentirsi mentalmente “annebbiate” pur dormendo un numero di ore apparentemente sufficiente.

Certamente la cura del sonno è importante, ma il recupero mentale deve essere praticato quotidianamente come abitudine di vita.

Durante la giornata il cervello ha bisogno di piccoli momenti di decompressione. Brevi pause senza schermi elettronici, una camminata, qualche minuto di silenzio, respiri profondi e pause per osservare semplicemente ciò che ci circonda, assaporando il piacere della lentezza, consentono al sistema nervoso di abbassare gradualmente il livello di attivazione.

Paradossalmente, concedersi qualche minuto di “non fare” aumenta la produttività molto più di una continua rincorsa agli impegni.

Anche le organizzazioni hanno una responsabilità

Questo tema riguarda non solo il benessere individuale, ma anche quello delle aziende.

Organizzazioni che promuovono una cultura della reperibilità continua, delle riunioni senza pause e dell’urgenza come metodo di lavoro, rischiano di ottenere collaboratori sempre presenti, ma progressivamente meno lucidi.

Le persone non hanno bisogno soltanto di lavorare meno: hanno bisogno di lavorare meglio, in contesti che consentano al cervello di alternare momenti di elevata concentrazione a momenti di recupero.

Investire nella salute mentale significa anche progettare modalità di lavoro che rispettino il funzionamento naturale del nostro sistema cognitivo.

Un piccolo cambiamento può fare una grande differenza:

questa sera provate un semplice esperimento:

Negli ultimi trenta minuti prima di coricarvi evitate di controllare e-mail, messaggi e social network. Concedete alla mente uno spazio di transizione, senza nuovi stimoli da elaborare.

Non aspettatevi risultati immediati, ma osservate come cambia la qualità del riposo dopo alcuni giorni.

Dormire non significa semplicemente interrompere l’attività di veglia. Significa permettere al cervello di completare uno dei processi più importanti per la nostra salute: il recupero.

 
 

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